DevOps, una questione di cultura

DevOps, una questione di cultura

Qaule approccio per garantire sicurezza intrinseca alle applicazioni e ai servizi? Il commento di F5 Networks

di: * Lori MacVittie del 30/05/2017 16:36

Enterprise Management
 
 * di Lori MacVittie, Principal Technical Evangelist di F5 Networks

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È un luogo comune oggi pensare che i team IT e di rete non si interfaccino con chi si occupa dello sviluppo, o che alle operation non piaccia la sicurezza: la realtà è che non può esistere l’orchestrazione senza la conoscenza da parte di ciascuno dei domini operativi che governa l'ambiente di produzione di cosa sia necessario per implementare un'applicazione in produzione.

Le attività individuali, come la configurazione di un firewall o di bilanciamento del carico, si possono realizzare con facilità, ma ciascuna di esse richiede informazioni specifiche relative all'applicazione per poter essere veramente utile. Non si può infatti aprire una porta, se non si sa quale sta usando l’applicazione!

Per condividere queste informazioni non basta costruire un tool o un modulo. L’API economy che oggi si sta affermando e le iniziative di trasformazione digitale all’interno dell’azienda richiedono che questo scambio avvenga in modo digitale ma prima di costruire un modulo o un’API per raccoglierlo, è necessario sapere quali sono i dati che si vuole riunire.

La comunicazione deve quindi avvenire alla vecchia maniera: seduti a un tavolo, ragionando insieme in modo da comunicare realmente con i tutti i vari gruppi responsabili del deployment di un'applicazione e assicurandosi che sappiano quello che devono sapere; quando la gente parla di cultura e di comunicazione in un contesto “DevOps”, questa è una delle cose principali che i vari gruppi coinvolti devono imparare a fare.


Non si deve ignorare che al cuore della volontà e possibilità di rendere tutto più agile per soddisfare le esigenze delle aziende e dei consumatori, c’è la semplice premessa della comunicazione: sapere ciò che un app ha bisogno per essere più veloce, più smart e più sicura. Perché ciò che non si conosce non si può automatizzare, e quello che non è possibile automatizzare richiede un intervento manuale che può comportare ritardi e sfide impegnative nel processo di distribuzione.

Concludendo, se si desidera che le applicazioni siano più veloci e sicure, non si deve lavorare di più, si deve lavorare meglio e tutto questo inizia con la comunicazione fra le varie parti interessate in modo da “sapere” ciò che è necessario. In un mondo che affronta l’urgenza della trasformazione digitale, infatti, chi possiede la conoscenza è a metà dell'opera: l’altra metà è rappresentata dalla tecnologia.
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