Juniper Networks, necessario creare nuove competenze

Juniper Networks, necessario creare nuove competenze

Diffondere conoscenza e formazione per aiutare le aziende a traguardare nuovi importanti risultati di rinnovamento

di: Redazione del 31/05/2017 09:25

Enterprise Management
 
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Una recente
indagine online condotta da Wakefield Research per conto di Juniper Networks, ha evidenziato una carenza di competenze aziende nell'attivare tutti quei meccanismi di rinnovamento necessari per affrontare la trasformazione digitale. "Esiste un progressivo gap tra IT e C-level che rallenta la trasformazione del business", affermano gli autori della ricerca.

1. Il problema comune alla maggior parte delle aziende è il costo dell’innovazione, con le tecnologie legacy che non vengono aggiornate in funzione delle necessità del business - Gli insufficienti investimenti IT creano una barriera all’innovazione impedendo alle imprese di tenere il passo del cambiamento e restare competitive. La situazione è maggiormente aggravata dalla quantità di infrastrutture IT ormai obsolete. Poiché molte organizzazioni hanno un’infrastruttura frutto della crescita incontrollata di prodotti di diverse generazioni, un livello aggiuntivo di complessità di rete rischia di trattenere l’azienda nella sua infrastruttura chiusa e rigida caratterizzata da una gestione ad alta intensità di lavoro umano, strutture dei costi disallineate e, spesso, funzioni di sicurezza inadeguate. Oltre la metà degli intervistati ha dichiarato che l’infrastruttura IT della propria azienda potrebbe probabilmente creare un ostacolo all’implementazione di nuovi prodotti o servizi.

2. I dati indicano inoltre che i dipartimenti IT non si sentono pronti ai prossimi cambiamenti -  Quasi metà (45%) dei decisori IT crede che almeno un quarto del proprio staff non abbia le competenze necessarie per sopravvivere professionalmente oltre 5 anni. Più della metà degli intervistati (55% degli ITDM e 51% dei BDM) pensa che entro due anni nel loro settore farà la sua comparsa una nuova tecnologia, prodotto o servizio dirompente. Ma allo stesso tempo quasi metà (46% degli ITDM e 50% dei BDM) ritiene che ci vorranno uno o due anni perché la propria azienda possa sviluppare e supportare un prodotto o servizio rinnovato, se sollecitata dalla concorrenza. Se guardiamo alla velocità in cui il cambiamento avviene - pensiamo ad esempio a certe startup nate nel cloud o ai fornitori OTT che hanno letteralmente scardinato mercati preesistenti – uno/due anni è un lasso di tempo troppo ampio.    

3. Per anticipare la curva della trasformazione, lo studio afferma che le aziende dovrebbero investire prioritariamente nell’automazione della rete: sia i decisori IT sia quelli business vedono l’automazione delle reti e l’IT come un tassello fondamentale della competitività futura nella propria azienda. Fra gli ITDM che già usano sistemi SDN (Software Defined Networking) o NFV (Network Function Virtualization) quasi tutti (93%) concordano nel dire che questi elementi abbiano dato loro un significativo vantaggio sulla concorrenza. Inoltre, le aziende che hanno adottato o SDN (per l’interconnessione cloud, data center virtuali e automazione della sicurezza) o NFV (per la virtual security, il virtual routing e l’ottimizzazione WAN) hanno tutte riferito di avere ottenuto più vantaggi e funzionalità di quanto avessero previsto.  

4. I risultati mostrano infine una grande opportunità. I maggiori decisori di tutte le organizzazioni incluse nello studio riconoscono la necessità del coinvolgimento dei C-level nelle decisioni tecnologiche, dove la rete è al centro della trasformazione del business. L’introduzione di nuove iniziative formative, infatti, consente di apprendere le competenze pratiche tanto cercate consentendo a IT manager e decisori di conservare un ruolo in uno scenario tecnologico in rapida trasformazione.  

Per risolvere il problema della carenza di competenze, Juniper offre supporto con svariati workshop sull’automazione delle reti, programmi di formazione e risorse di laboratorio dedicate per garantire che le organizzazioni possano capitalizzare sulle opportunità che emergono dalla trasformazione digitale. Con questi obiettivi l'azienda ha recentemente annunciato l’espansione del suo OpenLab: sei nuove sedi in Nord America, Europa e Asia. I due primi OpenLab, aperti lo scorso ottobre a Londra e Amsterdam, mettono a disposizione di clienti, partner, ricercatori e altri esperti un ventaglio di risorse quali programmi formativi, sandbox SDN e test di interoperabilità per NFV, così da diffondere la conoscenza sulle tecnologie emergenti di automazione e virtualizzazione.  
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