Pmi a passo lento verso il digital workplace

Pmi a passo lento verso il digital workplace

Secondo un'indagine realizzata da Aruba, il 66% dei dirigenti mettono l'ottimizzazione degli strumenti It in cima alle priorità.

di: Redazione ImpresaCity del 09/11/2016 12:59

Mobility & Byod
 
Le Pmi europee sfruttano tutto il potenziale del digital workplace? Si è posta questa domanda Aruba, che sul tema ha realizzato un'indagine, dalla quale emerge che il 66% dei dirigenti mette l'ottimizzazione dei propri strumenti It (cloud, applicazioni, periferiche mobili e così via) in cima alla lista di priorità strategiche. Per questi manager, l'obiettivo primario è proprio l'attivazione di spazi di lavoro mobili.
Il digitale è già parte delle priorità per un quarto delle piccole medie aziende interpellate. Il 26%, infatti, ha programmato di investire nel digital workplace entro l'anno prossimo. Questo nonostante le problematiche legate alla sicurezza e ai costi continuino a suscitare inquietudini. In effetti, il 50% del campione cita la protezione dei dati come principale ostacolo lungo questo cammino e un 30% aggiunge il tema degli investimenti elevati.
Diversi sono i settori di attività che mostrano un reale interesse verso il digital workplace, in particolare il finance e la sanità, dove l’80% del personale stima che questa evoluzione giocherà un ruolo importante nella propria impresa.
Allo scopo di sfruttare pienamente il potenziale del digital workplace, le Pmi europee riconoscono la necessità di definire migliori strategie di sicurezza e instaurare un controllo da parte del dipartimento It su tutte le periferiche con un utilizzo professionale. A questo scopo, 85% ritiene di dover chiedere consulenza a un partner informatico locale o ricorrere ai servizi di un esperto.
Allo stesso modo, la metà delle piccole medie imprese coinvolte da Aruba si orienta verso un ambiente di lavoro mobile. Il 30% ha, in effetti, ha deciso di investire in una tecnologia destinata a ottimizzare il lavoro dei collaboratori in mobili e il 20% prevede di farlo. Le ragioni sono diverse: si va dalla necessità di accrescere la produttività, l'efficacia e la flessibilità all'ottimizzazione dell'accessibilità e della condivisione dei dati, oltre che il potenziamento del lavoro di team.

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