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Dell Emc, la trasformazione è qui. Sul palco scenari digitali

A Dell Emc Forum Filippo Ligresti e Marco Fanizzi illustrano la nuova Dell Emc. Gaurav Chandì inquadra il tema della digital transformation e Accenture, Brembo, Luxottiva e Vodafone raccontano come la stanno attuando

Autore: Barbara Torresani

Un anno fa, il 24 novembre, Dell ed Emc tenevano a Milano ciascuna il proprio evento annuale di fronte a clienti e partner; a un anno di distanza le cose sono molto cambiate e si sono ritrovate alla prima edizione di Dell Emc Forum lo scorso novembre a presentare a un pubblico di circa 1.200 persone  la nuova Dell Emc, partita ufficialmente lo scorso 7 settembre nel solco della federazione Dell Technologies.


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Filippo Ligresti, Managing Director Dell Emc Commercial Business  e Marco Fanizzi, Vice President & Managing Director Dell EMC Enterprise Sales
Tocca Filippo Ligresti e Marco Fanizzi – rispettivamente chiamati a guidare il business commercial  quello enterprise dell’azienda - presentare la nuova organizzazione durante la giornata milanese il cui leit motif “Diamo il là alla trasformazione’, indica il percorso di evoluzione che tutte le organizzazioni devono seguire verso il mondo digitale che la nuova realtà IT di fresca costituzione vuole guidare. Un’azienda da 74 miliardi di dollari, presente in 180 paesi, con un team di 140 mila persone, un investimento in R&D pari a 4,5 miliardi di dollari annualenon solo la più grande società tecnologica, ma la più grande azienda privata con alle spalle un imprenditore giovane come Michael Dell, classe 1965, che ha investito oltre 67 milioni di dollari nell’operazione, in grado di garantire stabilità strategica e di leadership, continuità di sviluppo e libertà di investire nel lungo periodo senza rispondere alle trimestrali della Borsa”, dicono all’unisono i due managing director, indicando che la strada del successo futuro passa in primis dalla soddisfazione dei clienti, ma anche da quella dei dipendenti e dalla crescita delle quote di mercato nelle aree di riferimento e della performance finanziaria.
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In Italia
l’organizzazione, che partirà ufficialmente il prossimo 1 febbraio, poggia su un team di oltre 700 persone, con un fatturato che supera i 700 milioni di dollari con l’obiettivo di raggiungere la soglia di 1 miliardo nel breve periodo. “Vogliamo che ci sia massima chiarezza nei ruoli e nelle responsabilità, già ora operiamo in questo modo, e questo sarà ancora più vero a partire dal 1 febbraio prossimo, quando partirà il nuovo esercizio fiscale”, ribadiscono. Gli obiettivi sono comuni e condivisi; c’è tutta la volontà a fare bene per servire i clienti con un approccio che punta alla semplicità: ci guidano orgoglio, passione, positività e senso di appartenenza. Stiamo lavorando per costruire al meglio un’unica azienda, con un unico conto economico e un unico programma di canale con referenti commerciali univoci per ciascun cliente. Fusione che non deve essere vista come sinergia di costi ma sinergia attiva. L’ambizione è quella di diventare il miglior Paese a livello Emea”.
img-5536.jpgNella logica di fare più business l’idea è quella di portare sul mercato le due offerte combinate che vantano la leadership in 20 quadranti magici di Gartner, e laddove ci sarà sovrapposizione – minima sottolineano i managing director - prevarrà la tutela del cliente a cui offrire un paniere di offerta che spazia da server a storage, virtualizzazione, infrastrutture convergenti e iperconvergenti che indirizza i principali trend dal cloud - nelle sue declinazioni con una predilezione per l’ibrido - al big data, alla mobility fino alla security e che amplifica la propria forza in combinata con gli altri elementi costituitivi della federazione Dell Technologies

La trasformazione digitale passa da qui
E’ Gaurav Chand, SVP Global Solutions Marketings, Dell Emc a introdurre il tema portante della giornata illustrando la versione di Dell Emc:La tecnologia trasforma il modo di vivere e lavorare e la trasformazione digitale rappresenta una grande opportunità ma porta con se anche dei rischi se non interpretata al meglio. Dell Emc vuole guidarla focalizzandosi su clienti e partner”.
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Gaurav Chand, SVP Global Solutions Marketings, Dell Emc
Un’evoluzione del business digitale analizzata da Vanson Bourne – su commissione di Dell Technologies - in una ricerca che ha coinvolto 4000 business leader di medie e grandi imprese di 16 paesi, da cui emerge che il 48% delle aziende a livello mondiale non si sente in grado di prevedere l’evoluzione del proprio mercato nei prossimi tre anni a causa delle sfide imprevedibili portate dalla trasformazione digitale, con un 92% però che vede il business digitale come critico per il successo; un’opportunità per essere più reattivi sul mercato. Le aziende che hanno abbracciato il processo di trasformazione sono infatti avviate verso percorsi di crescita solidi e sostenibili. “E’ un passaggio obbligato per distinguersi nel proprio settore di riferimento nel corso dei prossimi anni”, dice Chand. Occorre però evolvere dall’IT tradizionale a quella futura: da modelli IT centrici, con applicazioni tradizionali e dati transazionali a un mondo business centrico, in cui le applicazioni sono native nel cloud, con sistemi di engagement e insight, dove il reporting lascia spazio agli analytics e Internet diventa l’Internet of Everything. Occorre traghettare le organizzazioni verso questi nuovi scenari cercando di ottimizzare il mondo esistente di workload e applicazioni tradizionali verso quello la prossima generazione di applicazioni cloud – dove si affacciano nuovi paradigmi applicativi - mongoDb, Cassandra, Docker, Pivotal, Phiton, …- in logica DevOps. Un mondo sempre più ibrido, che porta benefici in termini di risparmio costi, maggior efficienza e maggiori possibilità di investire in innovazione: “Il cammino verso il cloud ibrido è il futuro e deve essere necessariamente intrapreso, modernizzando le infrastrutture e le applicazioni verso architetture iperconvergenti e sistemi flash, automatizzando la service delivery e le funzioni di management e trasformando le operazioni IT. Non un percorso solo tecnologico, ma di persone e processi. Una sfida culturale da vincere”.
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E la risposta al cloud ibrido di Dell Emc mette in campo una serie di building blocks costituenti: a partire dallo strato server, storage e networking. In particolare, nei server afferma il manager la proposta PowerEdge ha  la leadership di settore (fino a un anno fa era ad appannaggio di HPE) con soluzioni modulari tower, block, rack così come nello storage il vendor può giocare la carta dell’offerta completa (xstremIo, Isilon, ScaleIo, ma anche Unity e Compellent per il mid market). Seguono poi i building block: virtualizzazione - indirizzata dalle infrastrutture iperconvergenti: (vBlocs, VxRail e VRack); orchestrazione (self service, performance management) Enterprise Hybrid Cloud (Iaas); Platform con Native Hybrid Cloud (Paas in logica DevOps). Al di sopra dei quali si pongono le applicazioni. Uno stack completo di elementi best of breed, che in abbinata con le componenti della federazione Dell Technologies, può fare la differenza: Dell per la parte di end user computing con pc e server, Dell Emc – l’anima enterprise per la trasformazione e automazione dei data center, VMware che fa della virtualizzazione la propria ragion d’essere, Pivotal nello sviluppo applicativo in chiave moderna, Virtustream in ottica di cloud management, ed Rsa e SecureWork per la abilitare la sicurezza.
“E’ questa la risposta Dell Emc per guidare i clienti nel viaggio di trasformazione puntando alla loro massima soddisfazione”, conclude Chand. 

Percorsi digitali: Accenture, Brembo, Luxottiva, Vodafone
Sul palco anche le testimonianze di alcuni partner e clienti che hanno scelto di abbracciare la trasformazione digitale: Accenture, Brembo, Luxottica e Vodafone Italia. 

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Da parte sua Accenture, che dalla consulenza negli anni è diventata famosa nella system integration, con 400 mila dipendenti nel mondo, si è trovata di fronte a grandi sfide come quella del cloud e della trasformazione digitale. Ha affrontato la trasformazione verso il mondo digitale e oggi è molto più esposta questi temi del digitale: Non c’è trasformazione digitale senza infrastruttura, da qui la creazione due anni da di una Bu dedicata all’innovazione – denominata Infrastructure Services - con l’obiettivo di aiutare e supportare la trasformazione digitale dei clienti, afferma Valerio Romano, Managing Director, Infrastructure Services Italy, Central Europe and Greece, Lead Accenture. Dal suo punto di osservazione Accenture vede il tessuto imprenditoriale italiano un po’ più lento rispetto agli altri paesi in particolare oltreoceano con attività più di efficientamento dell’infrastruttura in termini di controllo e gestione dei costi. L’effetto positivo però, sottolinea Accenture, è che ladvvove si ricorre alla  trasformazione di infrastrutture adottando modelli di consumo più flessibili come cloud e tecniche di automazione si hanno benefici  sia di costo ma soprattutto di agilità e flessibilità immediati per servire meglio i propri clienti. “Da parte sua Accenture ha avuto il coraggio di cannibalizzare offerte molto potenti nella system integration per abbracciare un mondo meno sicuro della digitalizzazione. Le aree su cui stiamo crescendo più in fretta in quest’ambito sono ma sicurezza e il cloud, che crescono molto velocemente. E la filiale italiana nel 2016 è cresciuta a doppia cifra, in controtendenza rispetto alla spesa IT. Il nostro segreto è stato difendere l’area tradizionale ma anche aggiungere a questa la nuova area di digital cloud & security”. E oggi Accenture sul fronte infrastrutturale sta proponendo un viaggio verso l’hybrid cloud che poggia sulle seguenti tappe: sviluppo della strategia; implementazione di un modello operativo di governance e orchestration; costruzione dell’hybrid cloud e capacità di farlo funzionale cloud ibrido, in cui gioca un ruolo fondamentale la capacità di gestire enormi quantità di dati attraverso tecniche di analytics. “Oggi il Cio ha ripreso il controllo dell’IT e quindi è fondamentale affrontare questa trasformazione verso l’hybrid cloud con confidenza ma anche con estrema attenzione perché si va a incidere su processi di business critici per i clienti”, conclude.

Da parte sua Brembo, specializzata in sistemi frenanti, cresce in modo organico seguendo i propri clienti in giro per il mondo con stabilimenti plug&play in grado di portare la qualità dei propri prodotti nel mondo con attenzione particolare al tema della formazione delle persone: “Ci focalizziamo su globalizzazione e quindi sulla crescita e su ricerca & sviluppo di prodotti e processi. In tutto ciò è importante puntare su cultura e capitale umano. Occorre ragionare in modo diverso dal passato, definendo i processi in modo differente anche se nel b2b non è un passaggio così facile, guardando a modelli più flessibili e innovativi utilizzando nuovi approcci e metodologie. Stiamo quindi tentando di realizzare processi facilmente spiegabili nel mondo che abbattano le barriere culturali, per esempio nel processo di produzione. Abbiamo poi la sfida di integrare nell’infrastruttura tradizionale device diversi da quelli tradizionali; la necessità è quella di creare nuove relazioni con i fornitori non IT – per far si che le loro macchine utensili diventino client della nostra infrastruttura per consentirci di acquisire i dati sia di prodotto  sia di processo per effettuare analisi di Big Data al fine di capire meglio i processi. E, come dettoì, in queste trasformazioni la priorità principale è quella di formare e cambiare la cultura e il modo di lavorare: non si può digitalizzare senza cambiare la cultura”, sostiene Paolo Crovetti, Direttore Ict Brembo.
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Da tempo Luxottica, con presenze produttive e magazzini distributivi distribuiti nel mondo, operante nel b2c e b2c, ha iniziato a ragionare in logica digitale, e Stefano Smaraglia, Digital IT Director, Luxottica è arrivato di recente per dare un boost a queste attività. Il tutto ha richiesto  un grosso sforzo organizzativo, di processi e tecnologie. Nel 2016 Luxottica ha confermato una investimenti significativi per mantenere una posizione di leadership a livello mondiale destinandoli sia al mantenimento delle strutture tradizionali/legacy sia all’evoluzione del mercato digitale. “Il modello di questa trasformazione è basato sul cliente: Luxottica conta qualche milione di cliente, 8.500 negozi retail nel mondo, 140 mila operatori b2b che si collegano ai sistemi aziendali in 30 paesi per 10 brand. Si buon capire quanto sia importante il processo di supporto alla trasformazione digitale. Introdurre nuovi modelli IT richiede un cambiamento culturale nelle organizzazioni. Soprattutto in quelle dove è necessario garantire concetti di omnicanalità, dove il dato del cliente deve essere sempre presente sempre in tutti i touch point. Lo si può fare se si ha la possibilità di fruire dei dati in modo digitale e fare sì che tutti i sistemi siano a supporto di questa logica di omnicanalità”, dichiara. Luxottica da parte sua ha concentrato tutto il mondo digitale in un’unica location in Italia e dal punto di vista dei processi ha risposto alla necessità di un backbone di gestione ordini che gestisce indifferentemente ordini di n prodotti (occhiali, lenti) sui vari brand rappresentati. Ciò facilita l’applicazione del paradigmi digitali e dall’altro risolve una serie di complessità tradizionali quali logistica, produzione , spedizione… Quindi insourcing  secondo cui modello, governance e intelligenza devono fare parte della cultura aziendale, anche se gli sviluppi poi possono andare esterni ma rimanendo nearshore e outsourcing delle tecnologie: dentro le competenze e fuori le tecnologie. E il tutto deve essere fatto in una logica di semplicità: "Va tenuto tutto estremamente semplice ogni complicazione è un fattore di moltiplicazione pericoloso ed è fondamentale che ci sia la lungimiranza dell’alta dirigenza che oltre ad accettare e finanziare i nuovi cambiamenti ma si pone in una logica di risolvere i problemi. Ci vuole un forte commitment dall’alto. E inoltre IT e business devono lavorare in partnership: “C’è una fusione e nasce un ente nuovo che pensa insieme le cose e ognuno dà il proprio contributo con l'obiettivo vero di rendere l’esperienza del cliente unica, ponendo sempre il cliente al centro”, conclude.

Oggi Vodafone ha scelto di abbracciare il mercato dei servizi IT, in ritardo rispetto ad altri telco provider, aprendo l’infrastruttura cloud e hosting: “Vodafone vuole diventare il provider di servizi IT di riferimento – tradizionali e cloud - ponendosi come follower molto aggressivo su questo mercato. Si tratta di un progetto internazionale, che prevede investimenti in infrastrutture, piattaforme, tecnologie, trasformazioni interne di organizzazione e processi, con l’obiettivo sfidante di essere un leader nell’erogazione di servizi di hybrid cloud. Ha già una declinazione europea che sta registrando molti successi da anni e per questo la sfida italiana sarà replicare tale successo anche in Italia. Significa essere presente con infrastrutture, piattaforme e processi organizzativi locali, con la volontà di essere un follower in grado di centrare il proprio obiettivo”, afferma Enzo Bagnacani, Head of Cloud, Hosting and Digital Solution, Vodafone Italia, che sottolinea che oggi le aziende stanno facendo IT Transformation evolvendo le proprie infrastrutture per essere più veloci ed efficaci,  ma il contenuto applicativo rimane quello tradizionale. E’ quindi l’elemento infrastrutturale che si sta rendendo più agile. La Digital Transformation invece attraverso l’innovazione tecnologica permette di fare cose nuove, come costruire nuovi contenuti applicativi e sviluppare nuovi modelli di business che poggiano su tecnologie innovative. In questo percorso le aziende cercano una partnership: per esempio un partner come un telco operator, operatore privilegiato per costruire scenari di cloud ibridi e partner in grado di accompagnarli nel mondo dei contenuti applicativi cloud nativi, che gli permetta di dialogare in un mondo federato.
In questo scenario è quindi forte il tema della partnership: tra cliente e partner, tra fornitore di servizi e vendor di tecnologia. "Come provider di servizi IT vogliamo essere visti dai clienti come partner serio in grado di semplificare la complessità del processo di trasformazione e con i vendor di tecnologia come Dell Emc puntiamo a dare continuità alla relazione chiedendo loro di continuare a stimolarci con l’innovazione tecnologica per consentirci di fornire servizi sempre più apprezzati  dai clienti”, conclude Bagnacani.  
Pubblicato il: 05/12/2016

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