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Smart car e sistemi di sicurezza avanzata

Guida assistita e veicoli autonomi. Le potenzialità dell'IoT per l'auto intelligente e il contributo di Intel

Autore: Piero Macrì

Il mercato dell’automotive sta rapidamente evolvendo verso la produzione di veicoli smart. L’Internet of things ovvero la capacità di acquisire dati da sensori e oggetti mette le case automobilistiche nella condizione di sviluppare mezzi di trasporto sempre più intelligenti. Tutto questo potrà diventare realtà grazie alla collaborazione intersettoriale tra i fornitori di telecomunicazioni, le aziende tecnologiche, le case automobilistiche.  

Sarà progressivamente possibile sviluppare sistemi avanzati di assistenza alla guida, in modo tale da permettere di avere auto senza conducente, laddove l’infrastruttura stradale lo consenta, o di mettere a punto veicoli con un livello di sicurezza di gran lunga superiore all’attuale.Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le auto autonome, dotate di sistema di sicurezza avanzata, potrebbero ridurre del 90 per cento il numero di incidenti mortali, oggi stimati nell’ordine di una cifra prossima a 1,2 milioni a livello globale.

img-20170329-105423.jpg“Per ridurre al minimo il rischio di incidenti -  dice Riccardo Mariani, Fellow e Chief Functional Safety Technologist dell’Internet of Things Group di Intel - le case automobilistiche dovranno garantire che le auto siano in grado di comunicare tra di loro, riconoscere l’ambiente circostante, adattarsi alle condizioni meteo, ricevere gli aggiornamenti del sistema di mappatura e respingere gli attacchi informatici”. E' in quest'ottica che che è stata creata la piattaforma Intel GO, una tecnologia che ha l'obiettivo di aiutare il settore automotive a sviluppare soluzioni di guida automatizzata con supporto integrato di sicurezza funzionale e sicurezza multilivello.

Alla base dell'auto intelligente vi sono i dati, che possono essere raccolti in funzione del servizio richiesto. Quest'ultimo deve poi essere codificato da un processo che implica acquisizione ed elaborazione dati e una costante interazione tra tutti gli elementi che lo definiscono. Come spiega Mariani, "significa disporre di un’infrastruttura di comunicazione con qualità trasmissiva adeguata e tempi di latenza residuali per poter sostenere aggiornamenti in tempo reale". “Tutto ciò richiederà un’enorme potenza di elaborazione e genererà un volume di dati senza precedenti", aggiunge Mariani. "Gestire questa immensa mole di dati - si stimano 4.000 gigabyte per auto ogni giorno - richiederà la connettività 5G e una robusta infrastruttura di data center"

La tipologia di dati che vorranno essere acquisiti in funzione del servizio erogato comporterà anche la definizione di un sistema di comunicazione che dovrà avvalersi di infrastrutture  over the cloud e distribuite. "In questo contesto, dice Mariani, diventerà sempre più importante la comunicazione di prossimità", ovvero un’infrastruttura distribuita che consenta di ottimizzare al massimo lo scambio di dati. Ecco, quind, due diverse dimensioni di computing che sovrintendono un possbile processo connected car: il cloud computing e il fog computing ovvero eleaborazione centralizzata e/o elaborazione di prossimità.
Pubblicato il: 29/03/2017

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