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NetApp entra nel mercato dei sistemi iperconvergenti

L'HCI – la cui disponibilità è prevista nell’ultimo trimestre dell’anno - è un sistema full-flash offerto in building block a 4 nodi

Autore: Piero Macrì

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NetApp ha deciso di affiancare ai sistemi convergenti FlexPod, nati da una partnership con Cisco, una propria soluzione iperconvergente, Netapp HCI. A darne l’annuncio in Italia, Marco Pozzoni, da poco nominato country manager, e Roberto Patano, Senior Manager Systems Engineer, in occasione del 25.mo compleannno della società.

L’HCI – la cui disponibilità è prevista nell’ultimo trimestre dell’anno - è un sistema dotato di storage full-flash, basato su tecnologia SolidFire, che viene offerto in building block a 4 nodi. "La soluzione consente di sfruttare appieno l’iperconvergenza, consentendo ai clienti di eseguire applicazioni multiple con garanzie di flessibilità, scalabilità e automazione", ha affermato Patano. "Offre alle aziende, alle medie imprese e ai service provider la sicurezza di consolidare facilmente tutti i carichi di lavoro, di scalare in modo da non sprecare risorse e di garantire le performance richieste dalle applicazioni di prossima generazione”.

“Siamo un'azienda che rende disponibili sistemi storage, declinati nel fattore forma più coerente con l'eterogeneo spettro di esigenze di nuova generazione, e l'aspetto ingegneristico e hardware continua ad avere una sua indiscutibile importanza, ma il vero valore risiede nel software di data management”. Quest'ultima dimensione è quella che Pozzoni valuta come la più strategica per gli anni a venire: “E' il software il vero vantaggio competitivo in quanto consente di connettere due diverse dimensioni, on-premise e off premise, con capacità che devono necessariamente estendersi alla gestione di dati distribuiti".

"E' inoltre nostra intenzione - afferma Patano -  trovare il modo di garantire in ambiente enterprise la stessa flessibilità che offre il paradigma as a service". Ecco, quindi, che a breve NetaApp introdurrà un modello a consumo che consentirà ai clienti di pagare per la capacità consumata, offrendo così alle organizzazioni il controllo e la governance del proprio ambiente di gestione dei dati.

Infrastruttura iperconvergente
É ormai una partita globale quella che si gioca sull’infrastruttura. La concorrenza tra i diversi player assume una forma diversa dal passato. L‘offerta a silos, con linee di prodotto dedicate rispettivamente al computing, allo storage e al networking, dove ciascun vendor aveva declinato una offerta specifica acquisendo una posizione di rilievo all’interno di ciascun singolo layer, sta cedendo il passo a una logica iperconvergente, dove sistemi di nuova generazione integrano insieme i tre differenti elementi infrastrutturali.

Un cambiamento che non è nato dall’oggi al domani ma che ha conosciuto una sua progressione nel tempo, prima con l’avvento dei sistemi blade, che in qualche modo possono essere definiti i precursori di questa architettura, e in seguito con l’avvento dei sistemi convergenti, questi ultimi in circolazione ormai da una decina d’anni.

Rispetto ai suoi precedessori l’iperconvergenza semplifica e raffina l’integrazione delle diverse risorse di calcolo, memorizzazione, networking e virtualizzazione in un unico framework gestito attraverso un unico software. Un sistema o appliance iperconvergente è di fatto un datacenter software defined con tutta la flessibilità e scalabilità implicita che porta con sé questo paradigma architetturale.

Utilizzato per lo più per gestire singoli workload – come data base, Vdi o analytics appliance – le capacità ingegnersitiche hanno consentito a questi sistemi di evolvere rendendo possibili espansioni in grado di abilitare il consolidamento di più workload, come nel caso dell'appliance appena annunciata da NetApp. Teoricamente una sala server può, quindi, essere collassata su un’appliance iperconvergente di ultima generazione.

Oggi vediamo uno spettro di offerta sempre più ampio con  vendor che hanno messo a punto sistemi iperconvergmti partendo dai più diversi presupposti, tutti convinti del valore di questa tecnologia che mira a introdurre un indiscutibile livello di semplificazione nel deployment infrastrutturale.


Pubblicato il: 09/06/2017

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