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Google compra la parte smartphone di HTC

Per circa un miliardo di dollari Google acquisisce le competenze di HTC nella progettazione di smartphone, puntando a un ecosistema solido

Se ne parlava da settimane e ora è ufficiale: Google acquisisce per 1,1 miliardi di dollari la parte di HTC che si occupa di progettazione, ricerca e sviluppo in campo smartphone. Si tratta di ben duemila dipendenti che entrano in Google con l'obiettivo abbastanza esplicito di rafforzare la posizione di Big G nel settore, probabilmente abbandonando del tutto la strada delle collaborazioni che a Mountain View hanno seguito per ogni nuova generazione dei Google Pixel.

Idealmente l'accordo dovrebbe permettere a Google di progettare e realizzare una propria linea coerente di smartphone Android senza coinvolgere produttori diversi a ogni generazione, anche se il manufacturing sarà comunque esterno. In questo senso il punto chiave è la coerenza dello sviluppo. Google non ha infatti il problema di rendere Android il sistema operativo mobile di riferimento in quanto a volumi: è già largamente al comando per quote di mercato rispetto al rivale iOS. Il punto è rafforzare la sua posizione nella fascia premium degli utenti e nel mondo aziendale, che sono due segmenti importanti e remunerativi.

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Per fare questo Google deve proporre una linea di sviluppo coerente che convinca gli sviluppatori, le software house business e le imprese a puntare a lungo termine sulla piattaforma. Questo non è possibile al momento, per due motivi principali. Il primo è che non esiste di fatto una linea di device mobili Google come invece esiste una linea di prodotti Apple. Portando in casa persone e competenze di HTC - che commercialmente non è in salute ma i cui prodotti sono sempre stati apprezzati - dovrebbe essere possibile definire un futuro più chiaro.

Il vero problema sta però nella frammentazione di Android. Fintanto che il controllo del sistema operativo è anche nelle mani dei produttori di smartphone, che ne personalizzano l'interfaccia e controllano l'andamento degli aggiornamenti, dal punto di vista della usabilità in azienda si può persino dire che non ci sia una piattaforma solida e coerente. Questo potrebbe cambiare solo se Google riuscisse a conquistare una fetta significativa del mercato Android con i suoi prodotti, su cui installare il sistema operativo "puro" e garantendone l'aggiornamento regolare almeno a medio termine.

Così facendo le grandi software house, i partner e i system integrator potrebbero investire su Android come hanno fatto per iOS, tenendo presente che queste realtà non sommettono sui sistemi operativi ma sul rapporto con le case madri. Apple è una entità chiaramente presente, Google adesso lo è di più.
Pubblicato il: 21/09/2017

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