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Il cloud raggiunge quota 2 miliardi

La cifra stimata per il 2017 è di 1,978 miliardi con una crescita del 18% rispetto al 2016. A trainare il mercato il settore manifatturiero che genera circa un quarto degli investimenti

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Più che positive le previsioni dell''Osservatorio Cloud & Ict as a Service del Politecnico di Milano  per quanto riguarda l'evoluzione degli investimenti che si ipotizza possano vertere sull'Information Technology as a service nelle sue diverse declinazioni, di infrastruttura, di piattaforma e di software. La cifra stimata per il 2017 è di 1,978 miliardi con una crescita del 18% rispetto al 2016. La torta degli investimenti è composta per quasi un quarto (24%) dalla spesa del manifuatturiero e a seguire da quanto spendono il settore bancario (20%), le telco e media (15%), le utility/oil & gas (10%), la categoria “altri servizi” (10%), la somma di Pubblica Amministrazione e sanità (8%), la grande distribuzione (8%) e il settore assicurativo (5%).


L'incremento più consistente riguarderà il cloud pubblico (quello proposto da Amazon Web Services, Microsoft Azure, Google ed emuli) e quello ibrido, la cui somma arriverà a valere 978 milioni di euro, il 24% in più rispetto all'anno scorso. Il ricorso al Virtual Private Cloud, cioè l’esternalizzazione delle infrastrutture su porzioni dedicate di cloud pubblico, quest'anno varrà 520 milioni di euro, mostrando una crescita del 16%.  

Scomponendo l'andamento in base alla tipologia di servizio, invece, si scopreche il Platform-as-a-Service (in particolare servizi di database, data service e piattaforme per lo sviluppo di applicazioni) è protagonista dell'ascesa più marcata, 45% in dodici mesi, mentre il Software-as-a-Service cresce del 23%, specie grazie al maggior ricorso a servizi di office automation e posta elettronica (li sfrutta una grande azienda su due) e di soluzioni per le HR, l'e-learning, la gestione documentale e la firma elettronica.

Ma a che punto del percorso siamo? Secondo le stime dell'Osservatorio, in questo 2017 il 41% delle grandi imprese fa già ricorso all'Infrastructure-as-a-Service e il 55% a soluzioni di Virtual Private Cloud. E soltanto una grande azienda su dieci, in Italia, si dichiara disinteressata ad adottare alcun servizio di public cloud. Per converso, benché in crescita (+36% rispetto al 2016) la spesa delle piccole e medie imprese rappresenta ancora soltanto l'11% del mercato della “nuvola” tricolore.  

Il 42% dei Cio e dei Responsabili Innovazione afferma di utilizzare il cloud per introdurre in modo rapido tecnologie innovative allo stato dell’arte”, ha commentato Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Cloud & Ict as a Service del Politecnico di Milano. “Vi sono inoltre importanti fattori esterni che favoriscono la crescita di questo mercato: il piano di sviluppo strategico del governo per la banda larga rappresenta il superamento di una barriera importante per le Pmi, che hanno l’opportunità di poter finalmente cogliere appieno le possibilità offerte dal cloud; sul versante della Pubblica Amministrazione, invece, il piano triennale per l’informatica di recente approvazione punta in modo diretto all’obiettivo di razionalizzazione delle infrastrutture degli enti e di utilizzo di servizi cloud”.

Guardando, invece, ai settori industriali, l'andamento è positivo un po' ovunque, ma gli investimenti crescono soprattutto nell'ambito industriale e nelle telecomunicazioni e media. Nel primo caso, il merito va alla spesa in in innovazione legata al piano Industria 4.0, e dunque all'automazione, alla robotica industriale, all'Internet of Things, alle reti di sensori e all'analisi dei dati. Per le telco, invece, la crescita di investimenti superiore alla media è legata all'arricchimento dell’offerta di servizi digitali e all'allargamento dei canali di fruizione.


Pubblicato il: 05/10/2017

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