Custom, lo smart printing per il check-in

Custom, lo smart printing per il check-in

La multinazionale italiana, diventata in pochi anni leader anche nel settore dei viaggi e trasporti, produce oltre 600mila stampanti l’anno. Molte finiscono negli aeroporti di tutto il mondo, a beneficio di sicurezza, risparmio ed efficienza

di: Redazione del 17/03/2017 12:53

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custom.jpgL’aeroporto di Singapore ha scelto Custom e ha risparmiato centinaia di migliaia di dollari in biglietti installando oltre 1.700 stampanti in grado di non sprecare nemmeno un centimetro di carta e di essere caricate in pochi istanti. Quello di Abu Dhabi, da sempre attento al risparmio energetico, ha scelto la tecnologia della multinazionale italiana sia per i consumi, tra i più ridotti al mondo, sia per la possibilità di inserire i tag Rfid nelle etichette dei bagagli.

Altri trecento aeroporti in tutto il mondo, tra cui Jfk a New York, Schiphol ad Amsterdam e Malpensa a Milano, hanno preferito rivolgersi alle soluzioni di Custom per un semplicissimo motivo: funzionano meglio e, in ultima analisi, rendono più gradevole l’esperienza dei viaggiatori. Sono tutte testimonianze che il made in Italy, anzi, meglio, in made in Parma ha fatto un altro miracolo, visto che Custom è diventata in soli cinque anni un punto di riferimento per il settore aviation, presidiato da colossi multinazionali e caratterizzato da elevatissimi standard qualitativi.

“La nostra sembrava una missione difficile”, dice Gabriele Ruggieri, responsabile della divisione di Custom che serve gli aeroporti, “ma in realtà è stata agevolata dall’esperienza acquisita in altri mercati con i prodotti già sviluppati dalla nostra azienda per chioschi, stazioni ferroviarie, stadi e biglietterie in genere. Le nostre stampanti sono state analizzate e testate in decine di laboratori in tutto il mondo, da parte di società di gestione delle aerostazioni, compagnie aeree e grandi agenzie. In tutti i casi si sono dimostrate competitive, e in molti vincenti, per la sicurezza che riescono a garantire, per il risparmio di carta ed energia e per la velocità operativa”.

custom-campanini-stradi.jpgTutto ha origine dalla ricerca e sviluppo di Custom, rigorosamente condotta in Italia sfruttando le sinergie con le altre divisioni della multinazionale. Gli ingegneri, guidati da Alberto Campanini, socio fondatore insieme a Carlo Stradi (vedi foto), hanno introdotto anche nel settore aviation innovazioni che hanno fatto la differenza sia per i clienti sia per i passeggeri (che oggi, lo ricordiamo, possono eseguire il check-in in ben dieci diversi modi, tra cui online, ai chioschi self service, da smartphone e ai banchi).

C’è ad esempio il “blind loading”, vale a dire il caricamento della carta talmente facilitato da poterlo fare in un istante senza guardare la stampante; c’è il “multi feeding”, cioè la possibilità di inserire all’ingresso della stampante tre tipologie di biglietti contemporaneamente, in modo da non dover cambiare carta se al banco si presenta un viaggiatore di classe economy o di first (alcune compagnie usano materiali diversi a seconda della carta di imbarco emessa). C’è, infine, la stampa diretta di tag Rfid sulle etichette dei bagagli, che consente di tracciare le valige in tutto il loro percorso, minimizzando il rischio di smarrimento o ritardo nella consegna, per non parlare della sicurezza.

Queste innovazioni, nate sempre con l’obiettivo di “customizzare” i prodotti per specifiche esigenze e poi diffuse e utilizzate su altri segmenti, si vanno ad aggiungere ai tradizionali punti di forza dell’azienda italiana. Innanzitutto la leggendaria compattezza delle stampanti Custom (ospitate in molti degli sportelli Bancomat o delle macchine emettitrici di biglietti nei parcheggi che usiamo tutti i giorni), a cui fanno seguito il ridotto utilizzo di energia (in molti chioschi self-service le stampanti vengono alimentate a energia solare e devono per forza di cosa essere molto “parche”) e la flessibilità operativa (visto che i dispositivi devono funzionare a temperature polari come in zone semi-desertiche).

“Considerare le caratteristiche vincenti dei prodotti solo dal lato del cliente”, sottolinea Ruggieri, “spiega il successo della nostra azione commerciale (la divisione aviation cresce del 25% l’anno con fatturati che hanno superato i cinque milioni di euro) ma non dice tutto della nostra filosofia, volta anche a migliorare l’esperienza degli utenti finali, siano essi automobilisti, spettatori allo stadio o viaggiatori. Nel caso del settore aviation l’ultimo, ma non in ordine di importanza, a beneficiare delle innovazioni introdotte in 25 anni di esperienza è proprio il passeggero, che può viaggiare in totale tranquillità (pensiamo all’efficacia delle etichette Rfid, che garantiscono la tracciabilità dei bagagli), può risparmiare tempo ed evitare code grazie alla maggiore efficienza di chioschi e banchi e, infine, può contare su standard di sicurezza elevatissimi”.

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