Le novità annunciate da Cisco all'evento
Cisco Live di Barcellona delineano una tendenza molto chiara: diffondere a ogni livello delle reti, e in generale delle infrastrutture IT, funzioni di configurazione e ottimizzazione automatica basate in vario grado su elementi di
intelligenza artificiale e machine learning. È quello che Cisco chiama
intent-based networking e che comincia anche in generale ad avere una sua denominazione "ops", in questo caso
AIOps.
L'idea di fondo, per Cisco ma anche per altri vendor, è che, attraverso configurazioni esplicite e soprattutto elementi di machine learning, le piattaforme di gestione dell'infrastruttura
comprendano lo scopo (
intent) per cui l'infrastruttura stessa viene usata in un certo modo (ad esempio per far funzionare al meglio un'applicazione). Questo scopo viene automaticamente
tradotto in policy e configurazioni che vengono distribuite in tutta l'infrastruttura, fisica o virtuale che sia. Le piattaforme di gestione controllano poi che l'intent originario sia sempre conseguito, mettendo in atto procedure correttive quando si mostra necessario.
Cisco sta
progressivamente estendendo questo concetto dal core delle reti - il data center - verso
i vari domini delle infrastrutture IT. In questa estensione è compreso anche il mondo
Internet of Things, che per le imprese si presenta particolarmente complesso proprio nella necessità di configurare e ottimizzare il funzionamento di molte soluzioni e ambienti
diversificati fra loro. In questo senso gli annunci del
Cisco Live di Barcellona sono stati molti, anche perché la semplicità dell'intent-based networking si basa inevitabilmente sulla sinergia di molte componenti di rete.
Si parte
dall'hardware con due nuove famiglie di prodotti: la linea di switch Cisco
Catalyst IE3x00 e la linea di router Cisco
IR1101 Integrated Services Router. Entrambe le linee sono progettate per operare negli ambienti di tipo industriale, adottano IOS XE come sistema operativo che porta elementi di intent-based networking e sono gestibili attraverso Cisco DNA Center.
Dato che per molte imprese non è semplice approcciare la progettazione di ambienti e soluzioni Internet of Things, Cisco ha anche reso disponibili
tre Validated Design specifici per il mondo IoT. Si tratta di altrettanti schemi di implementazione "garantiti" che Cisco ha sviluppato insieme ai suoi partner tecnologici e che sono stati pensati per le utility, le aziende del manufacturing e le imprese che devono gestire una costellazione di asset remoti e/o mobili.
Questi schemi sono
molto dettagliati: comprendono elenchi di prodotti da usare, le loro configurazioni, best practice per la sicurezza delle informazioni e indicazioni per il design dei sistemi.
Una delle peculiarità del mondo Internet of Things è che moltissime aziende avranno bisogno di soluzioni e applicazioni
pensate in modo specifico per le loro esigenze. Questo significa tra l'altro che sviluppatori e system integrator avranno parecchio spazio di manovra. A patto di avere le competenze e gli strumenti che servono, ovviamente. Ecco perché Cisco ha "aperto" all'interno di DevNet il nuovo
IoT Developer Center, che offre strumenti e altre risorse per lo sviluppo di applicazioni IoT in ambienti di edge computing. Per i partner di canale ci sono invece nuovi
programmi di training e specializzazione in ambito IoT.